REGOLAMENTO

Titolo I. Iscrizione

1. La ASD Italian Skating Saronno organizza corsi di avviamento e di preparazione preagonistica e agonistica al pattinaggio artistico a rotelle. Le attività iniziano a settembre e terminano il 31 luglio di ogni anno  olare, salvo eventuali variazioni stabilite dal Consiglio Direttivo. Possono iscriversi ai corsi tutti i bambini di età non inferiore ai tre anni, senza distinzione di sesso, dichiarati idonei alla pratica dello sport.

2. Tutti gli atleti che si iscriveranno alla Italian Skating Saronno saranno obbligatoriamente  iscritti alla Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio (F.I.H.P) o a una delle associazioni di propaganda sportiva con  a quale il settore pattinaggio decide annualmente l’affiliazione. Non è permesso l’utilizzo delle strutture appartenenti alla società, o affidate ad essa in gestione, a coloro che non risultino regolarmente iscritti. Di  gni e qualsiasi danno a cose e persone derivante dall’inosservanza del precedente comma, la società declina ogni e qualsiasi responsabilità in merito.

3. Coloro che intendono iscriversi devono specificare se intendono partecipare all’attività sportiva o meno. Coloro che NON PARTECIPANO all’attività sportiva (genitori, amici, sostenitori) devono produrre la seguente documentazione: a) generalità (nome, cognome, luogo e data di nascita, domicilio, numero telefonico e numero del libretto sanitario USL); b) liberatoria riguardo l’utilizzo a uso interno o per finalità di  promozione dell’ASD di materiale video-fotografico (riprese, fotografie, manifesti pubblicitari); c) dichiarazione di presa visione del regolamento, dell’offerta formativa (TAB1) e delle quote stabilite per l’anno in  corso dal Consiglio Direttivo (TAB2). d) dichiarazione di adesione alle attività sociali e alla vita sociale dell’ASD. 2

4. Coloro che PARTECIPANO all’attività sportiva devono produrre la seguente documentazione: a) generalità dell’atleta (nome, cognome, luogo e data di nascita, domicilio, numero telefonico e numero del  libretto sanitario USL) e del genitore avente tutela legale in caso di minori; b) certificato medico attestante l’idoneità alla pratica sportiva (per gli atleti appartenenti al gruppo agonistico e pre-agonistico il certificato deve attestare l’idoneità alla pratica dello sport agonistico); c) liberatoria riguardo l’utilizzo a uso interno o per finalità di promozione dell’ASD di materiale video-fotografico (riprese, fotografie, manifesti pubblicitari); d) dichiarazione di presa visione del regolamento, dell’offerta formativa (TAB1) e delle quote stabilite per l’anno in corso dal Consiglio Direttivo (TAB2).

5. All’atto dell’iscrizione è dovuta una quota annuale a titolo di contributo il cui importo  viene stabilito annualmente dal Consiglio Direttivo

6. Per tutto il periodo di validità dell’iscrizione è dovuta mensilmente da parte degli  iscritti in qualità di atleti una quota di frequenza al corso, il cui importo è fissato annualmente dal Consiglio Direttivo in base l livello in cui l’atleta è inserito.

7. L’attività si svolge regolarmente durante tutto l’anno, sia in inverno sia in estate, fatte salve le festività ufficialmente riconosciute, che il Consiglio Direttivo avrà cura di determinare e comunicare con  sufficiente anticipo. Le mensilità estive vanno dunque corrisposte regolarmente.

Titolo II. Quote e modalità di pagamento

8. La quota mensile di cui al comma 5 è dovuta in via anticipata entro i primi quindici giorni di ogni mese e per tutti i mesi per i quali è valida l’iscrizione. Il mancato versamento della quota alla scadenza del mese in oggetto autorizzerà il consiglio direttivo, sentiti gli interessati e valutate le circostanze, a adottare i provvedimenti ritenuti più opportuni fino all’eventuale revoca dell’iscrizione e alla sospensione
dell’atleta dai corsi. Nel caso si verifichi quest’ultima ipotesi, l’atleta potrà riprendere l’attività previa autorizzazione del Consiglio Direttivo, dopo aver provveduto a saldare la cifra dovuta.

9. La società deve garantire a ogni atleta il numero di ore previste dal regolamento; a quelle ore corrisponde la retta mensile richiesta. In caso di mancato allenamento per problemi logistici (accompagnamento a gare di altri atleti, assenze per malattia o altre ragioni personali) la società è tenuta a recuperare le ore mancanti.

10. Il Consiglio Direttivo stabilisce ogni anno l’entità della diaria da corrispondere per le trasferte del DT e degli altri allenatori; la diaria è a carico della società.

11. Le spese vive (vitto, alloggio e simili) sono a carico degli atleti. Le spese sostenute dagli allenatori per i campionati provinciali e regionali sono da dividere tra gli atleti interessati di volta in volta; le spese sostenute per i campionati nazionali AICS, UISP e  FIHP sono da dividere in parti uguali tra tutti gli atleti che partecipano alle fasi nazionali, indipendentemente dal campionato in cui gareggiano. Gli atleti che
partecipano a più di un campionato pagheranno una quota per ognuno di essi.

12. L’iscrizione alle gare è a carico degli atleti interessati.

Titolo III. Comunicazioni

13. Il piano delle attività, la composizione dei gruppi e le quote mensili previste per ciascun gruppo vanno comunicate e pubblicizzate dalla società con ogni mezzo disponibile (affissione in bacheca, registro dei verbali, social, sito web).

14. Qualsiasi obiezione in riferimento all’organizzazione e alla gestione dell’attività va comunicata per iscritto alla dirigenza, con le motivazioni del caso. Il Consiglio Direttivo valuterà le obiezioni ricevute e si riserva la facoltà di intervenire ove lo ritenga necessario. Obiezioni o rimostranze espresse in forma orale non saranno prese in considerazione e, ove reiterate, daranno adito alla sospensione dagli allenamenti, per un periodo di tempo variabile da una settimana a tre mesi.

15. E’ previsto l’uso dei Social (FB, Whatsapp e quant’altro) per la circolazione delle 5 comunicazioni interne. Qualsiasi utilizzo dei gruppi ufficiali creati e amministrati dal DT o dal Consiglio Direttivo per fini e con modalità diverse dalla comunicazione di servizio non è consentito. Le violazioni saranno sanzionate con l’esclusione dei soggetti coinvolti per un periodo di tempo variabile, stabilito dal Consiglio Direttivo. Nei casi più gravi di violazione (vilipendio, alterazione delle comunicazioni) il Consiglio Direttivo può provvedere all’allontanamento dagli allenamenti dei soggetti coinvolti (per un periodo che va dai dieci giorni ai tre mesi).

Titolo IV. Gestione delle attività

16. L’organizzazione dell’attività atletica è affidata al Dirigente Tecnico-Sportivo.

17. Il DT propone il piano annuale delle attività (Campionati, Trofei e altre manifestazioni a cui intende far partecipare gli atleti della società; settori di attività – libero, obbligatori, gruppi, quartetti, coppie…). Il DT programma altresì la partecipazione a stage o altri incontri di formazione e perfezionamento, nonché allenamenti extra con allenatori federali o con professionisti di altra natura, sulla base del livello tecnico
raggiunto e delle necessità individuali, individuando di volta in volta gli atleti da coinvolgere nelle attività in questione. La partecipazione è a carico degli atleti interessati. Il piano deve essere visionato e approvato dal Consiglio Direttivo. Eventuali aggiunte, modifiche e integrazioni apportate successivamente devono essere comunque approvate dal Consiglio Direttivo.

18. Il DT nel caso lo ritenga necessario può chiedere al Consiglio Direttivo la messa in atto di contratti di collaborazione a tempo determinato con altri istruttori da lui segnalati. Tali contratti di collaborazione possono riguardare tutte le sfere di attività dell’ASD, dalla preparazione atletica e coreografica degli agonisti al potenziamento atletico degli atleti del formativo.

19. Gli allenamenti si svolgono in base alla suddivisione degli atleti in gruppi distinti per livello di difficoltà. Le ore di allenamento previste per ciascun gruppo e l’orario complessivo degli allenamenti sono riassunti in un’apposita tabella, esposta in bacheca e pubblicizzata con tutti i mezzi a disposizione. Tale tabella deve essere riconfermata dal Consiglio Direttivo all’inizio di ogni stagione.
Qualsiasi variazione deve essere motivata con delibera del Consiglio Direttivo.

20. L’orario degli allenamenti deve essere diffuso e pubblicizzato in tutte le forme più opportune. Il Consiglio Direttivo valuterà l’opportunità di alternare un orario invernale e un orario estivo. Eventuali  difficoltà personali da parte di singoli atleti sono da valutare e risolvere senza modificare l’orario complessivo. Qualsiasi modifica strutturale nella suddivisione dei gruppi e negli orari di allenamento deve essere
approvate dal Consiglio Direttivo. Il DT suddivide gli atleti in base al livello tecnico constatato in partenza; in qualsiasi momento dell’anno può decidere di spostare un atleta da un gruppo a un altro, in base
ai progressi tecnici o altre considerazioni di carattere formativo, senza alcuna preclusione o limitazione (nel senso che tutti i gruppi sono aperti e possono essere soggetti ad aumentare o a diminuire di numero nel corso dell’anno a seguito dell’inserimento in essi di nuovi elementi provenienti da altri gruppi o da altre società), a meno che l’inserimento non pregiudichi l’attività dell’intero gruppo, a giudizio
insindacabile del DT. In questo caso sarà cura del DT adottare le strategie necessarie per garantire comunque la crescita individuale di ogni singolo atleta.

21. Il DT decide il limite massimo di atleti che possono ragionevolmente allenarsi in ogni gruppo. Qualora questo limite venga superato, verrà presa in considerazione l’ipotesi di sdoppiamento del gruppo, ove ce ne siano le possibilità tecniche.

22. IL DT decide altresì a quali atleti proporre le ore di potenziamento e di obbligatori; tali ore danno adito a un aumento della quota mensile; l’entità di tale aumento è esplicitamente segnalata.

23. Il passaggio da un gruppo all’altro deve essere comunicato all’atleta interessato 7 /15 giorni prima che il cambiamento venga effettuato. L’atleta ha la facoltà di contestare la decisione del DT e di chiedere la permanenza nel gruppo iniziale. La contestazione (e le sue motivazioni) devono pervenire al Consiglio Direttivo, a cui spetta di accoglierla o meno, a suo insindacabile giudizio. In nessun caso può essere
l’atleta a perorare il suo passaggio da un gruppo all’altro, né è ammesso rivolgersi al Consiglio Direttivo per motivi analoghi.

24. Il DT può proporre lezioni individuali di potenziamento o perfezionamento tecnico agli atleti per i quali a suo giudizio è opportuno. Tali lezioni sono a carico degli atleti
interessati. In nessun caso può essere l’atleta (o il genitore per lui) a richiederle.

25. Il DT può organizzare stage o cicli di allenamento convocando gli atleti che a suo giudizio ne possono proficuamente usufruire, sulla base delle difficoltà da affrontare nel programma di gara. Tali stage possono essere tenuti direttamente dal DT o da altro personale da lui interpellato espressamente di volta in volta. Come tutte le lezioni extra, anche gli stages vanno pagati a parte dagli atleti coinvolti, non rientrano nella retta mensile e in nessun caso la società se ne deve accollare l’onere. Gli stages non devono interferire sul normale svolgimento degli allenamenti.

26. Il DT può fornire la sua opera come tecnico professionista al di fuori della società, purché tale impegno non entri in conflitto con il regolare svolgimento delle attività interne.

27. La partecipazione degli atleti (singolarmente o in gruppo) a gare, trofei, esibizione deve essere ratificata dal DT. Nessun atleta può prendere impegni di partecipazione a stage o trofei o qualsiasi altra attività senza previo accordo con il DT. Qualora questo avvenga, l’atleta sarà allontanato dagli allenamenti, da un minimo di una settimana a un massimo di un mese.

28. Il DT stabilisce l’iscrizione dei singoli atleti alle gare, indirizzandoli alle categorie a suo giudizio più idonee. In occasione di trofei a squadre il DT è tenuto alla formazione delle squadre utilizzando e designando gli atleti che, a suo insindacabile giudizio, sono ritenuti migliori tenuto conto della preparazione atletica del momento, dell’impegno profuso negli allenamenti, della serietà di comportamento e della puntualità a rispondere alle convocazioni.

Titolo V. Modalità di svolgimento degli allenamenti

29. L’allenamento avviene a porte chiuse. I genitori sono ammessi solo in giorni determinati, concordati con la dirigenza. In nessun caso possono essere espressi pareri sul comportamento dell’allenatore in pista o del DT. Qualsiasi reclamo o osservazione deve pervenire in forma scritta al Consiglio Direttivo, che lo prenderà in considerazione nelle forme previste dal presente regolamento e dallo statuto della società.

30. Eventuali spostamenti occasionali per problemi di orario o per altre necessità tecniche (problemi di salute o di impegni scolastici o di improrogabili impegni di famiglia) sono possibili in tutti i sensi e in tutti i gruppi, purché approvati e/o stabiliti dall’allenatore. Se lo spostamento diventa costante per gravi e certificate ragioni, il Consiglio Direttivo valuterà la possibilità di effettuare lo spostamento in maniera fissa per l’intero anno di corso (limitatamente a UN SOLO TURNO di allenamento), sentito il parere del DT.

31. Qualora il DT non ritenga possibile il cambio nell’occasione specifica (sia in maniera occasionale, sia costante), l’atleta perderà il turno di allenamento, senza alcun onere
per la società.

32. Eventuali episodiche variazioni nella composizione dei gruppi e negli orari delle lezioni verranno comunicate tempestivamente agli atleti mediante sito, pagina fb e quant’altro.

33. In caso di assenza per malattia, per ferie o per concomitanze di gare e allenamenti l’allenatrice titolare deve essere sostituita da un supplente, che ne svolgerà le mansioni fino al rientro della stessa. È compito del Consiglio Direttivo provvedere alla sostituzione.

Titolo VI. Rapporti tra società, DT, atleti e genitori

34. I genitori non possono intervenire in alcun modo sulle decisioni e sull’operato del DT e di ogni altro operatore, né contestarne le scelte, né suggerirle. Nel caso di situazioni di conflitto, il genitore (o l’atleta) può far pervenire per iscritto le proprie rimostranze alla dirigenza. Eventuali rimostranze verbali da parte dell’atleta sono sanzionate con l’allontanamento dall’attività per un periodo variabile da una settimana a sei mesi. In caso di contrasti ripetuti l’atleta può essere allontanato dalla società. L’espulsione deve essere ratificata e motivata dal Consiglio Direttivo.

35. Gli atleti per tutta la durata delle lezioni sono affidati all’allenatore o a chi lo sostituisce.

36. Prima dell’inizio e dopo il termine delle lezioni i genitori sono responsabili degli atleti e l’ASD declina ogni e qualsiasi responsabilità in merito. I genitori sono altresì responsabili dell’efficienza dei pattini degli atleti, sia durante le lezioni, sia in occasione  di gare ufficiali, trofei o manifestazioni di ogni tipo. I genitori sono tenuti ad assicurarsi, prima di lasciare i loro figli alla pista, della presenza dell’insegnante e del normale svolgimento delle lezioni. In caso di variazioni impreviste e repentine le lezioni possono non aver luogo e gli atleti vanno riportati a casa. Se questi volessero allenarsi anche senza istruttrice, l’ASD declina ogni responsabilità per ogni e qualsiasi danno a cose e persone.

37. E’ fatto divieto ai genitori o a chiunque altro (ad eccezione della dirigenza, e per comprovati ragioni di servizio) di intrattenersi con l’allenatore durante il corso delle lezioni. Eventuali richieste possono essere rivolte prima dell’inizio o al termine delle lezioni stesse.

38. Le spese di corredo (pattini, indumenti, ecc.) per l’esercizio delle attività sono a completo carico dell’atleta.

39. L’uso della tuta di società e di ogni altra eventuale divisa è obbligatorio nel corso di tutte le manifestazioni a cui gli atleti partecipano (gare, stages, esibizioni).

40. Gli atleti durante le lezioni sono tenuti a mantenere un comportamento corretto ed educato sia nei confronti dell’allenatore, sia fra di loro. Anche alle gare genitori e atleti sono tenuti a mantenere un comportamento corretto. Nel caso di inottemperanze, il Consiglio Direttivo stabilirà l’entità delle sanzioni (allontanamento dagli allenamenti, da un minimo di dieci giorni a un massimo di tre mesi). Un comportamento educato e corretto dovrà essere tenuto altresì dagli atleti anche negli spazi adiacenti la pista, curando in particolar modo il mantenimento della pulizia degli stessi, evitando di
gettare qualsiasi cosa al di fuori dei cestini.

41. Gli atleti appartenenti alle categorie agonistiche e pre-agonistiche sono tenuti a rispondere obbligatoriamente alle convocazioni disposte dal DT. Ogni e qualsiasi impedimento deve essere tempestivamente comunicato al Consiglio Direttivo. In caso di reiterate e non giustificate assenze rispetto alle convocazioni, il Consiglio Direttivo può intervenire con le sanzioni che riterrà necessarie (sospensione degli  allenamenti da una settimana a sei mesi).

42. Le norme previste nel presente regolamento possono essere modificate solo dalla maggioranza qualificata del Consiglio Direttivo, su proposta di ognuno dei membri (compreso il DT). L’Assemblea dei Soci può avanzare delle richieste di modifica (previo il raggiungimento di un congruo numero di firme – un quarto degli associati); tali richieste saranno vagliate dal Consiglio Direttivo secondo le modalità sopra indicate.

43. Per quanto non previsto nel presente regolamento, si richiamano e sono applicabili le norme di attività della FIHP, UISP, AICS.